E invece

Credevi…e invece!


L’amaca

“Gli intellettuali di sinistra sono ciechi che preferiscono, poichè abituati al servaggio, cambiare padrone piuttosto che assumersi il peso della libertà”. E’ solo uno dei giudizi (generici, violenti e soprattutto senza il beneficio di un solo nome, di un solo esempio) espressi da Sandro Bondi in una incredibile lettera aperta al Corriere. Lo scritto passerebbe quasi inosservato – alla stregua di una purtroppo ordinaria polemica di bassa lega – non fosse che l’autore, come recita la qualifica pubblicata in calce, è “ministro per i Beni e arrività culturali” della nostra Repubblica. Ci si domanda in quale Paese libero, e in quale occasione, un ministro della Cultura si sia espresso in modo così incredibilmente becero e fazioso.
Il bello è che Bondi, nel fluire forsennato di giudizi carichi di odio per “una storiografia cinquantennale fondata su falsità e reticenze”, “architetti della sinistra che hanno costruito orribili edifici al soldo degli speculatori”, “registi di film inconsistenti”, “scrittori di pessimi libri”, tutti ovviamente di sinistra, rivendica per sè e per il suo governo “posizioni liberali e di buon senso”, e la volontà di “liberare la cultura dai condizionamenti del potere”.
Ministro, da intellettuale a intellettuale: ma ci prende per il culo?

Michele Serra
da La Repubblica, 17/09/2009

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