L’amaca
“Gli intellettuali di sinistra sono ciechi che preferiscono, poichè abituati al servaggio, cambiare padrone piuttosto che assumersi il peso della libertà”. E’ solo uno dei giudizi (generici, violenti e soprattutto senza il beneficio di un solo nome, di un solo esempio) espressi da Sandro Bondi in una incredibile lettera aperta al Corriere. Lo scritto passerebbe quasi inosservato – alla stregua di una purtroppo ordinaria polemica di bassa lega – non fosse che l’autore, come recita la qualifica pubblicata in calce, è “ministro per i Beni e arrività culturali” della nostra Repubblica. Ci si domanda in quale Paese libero, e in quale occasione, un ministro della Cultura si sia espresso in modo così incredibilmente becero e fazioso.
Il bello è che Bondi, nel fluire forsennato di giudizi carichi di odio per “una storiografia cinquantennale fondata su falsità e reticenze”, “architetti della sinistra che hanno costruito orribili edifici al soldo degli speculatori”, “registi di film inconsistenti”, “scrittori di pessimi libri”, tutti ovviamente di sinistra, rivendica per sè e per il suo governo “posizioni liberali e di buon senso”, e la volontà di “liberare la cultura dai condizionamenti del potere”.
Ministro, da intellettuale a intellettuale: ma ci prende per il culo?
Michele Serra
da La Repubblica, 17/09/2009
Posted on settembre 17th, 2009 di BaroneBirra
Filed under: Varie ed Eventuali
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