Ah però, Canadianstheband!
Ah però questi Canadians!
Bravi, bravi. Clap, clap.
No, non sono ironico, mi piacciono veramente.
Tutto è iniziato quando, sarà ormai un paio di settimane fa, avevo deciso di andare al concerto del Blocco per sentirli.
Siccome se c’è una cosa che odio (sullo stesso piano del trovare un capello nella pasta e dell’accorgersi che la carta igienica è finita essendosi appena cacati [cit.]) è andare ad un concerto senza sapere nulla del gruppo che ci si appresta ad ascoltare, ho scaricato il cd.
- piccolo inciso. Sì sì, lo so. E’ illegale. Ma non avevo al momento altri mezzi per sentirli. Giurin giurello che appena vado a sentirli dal vivo il cd me lo compro veramente, e se c’è mi prendo pure quello di prima -
Cazzo, mi piacciono.
Quella sera poi, non senza rammarico, non ce l’ho fatta ad andare al Blocco.
Chi mi conosce sa cos’è successo quel pomeriggio MA ciò che importa non è certo questo.
“A sky with no stars” è un gran bel disco.
Adesso mi darete del monomaniaco ma io ci vedo un pò delle mie due band preferite.
Dei Kaiser Chiefs hanno quelle sonorità un pò elettroniche che oggiggiorno vanno molto tra i gggiovani, e che indipendentemente da ciò spaccano. Un esempio: ascoltatevi “A sky with no stars” (la canzone che dà il nome al cd, non il cd stesso, dementi) e poi “Everyday I love you less and less”.
Degli Arctic Monkeys ricordano la chitarra un pò glam, specialmente in “Find out your 60’s”. E un pò, anche se qui mi rendo conto di azzardare, anche la voce; difficilmente replicabile, lo so, un pò come quella dei compianti Cock Sparrer.
In generale sono certo più accostabili all’indie americano che a quello inglese, ma lasciatemi le mie convinzioni. La cosa, d’altronde, non me li farebbe comunque scadere.
In generale, insomma, tanto di cappello.
A sky with no stars è un ottimo inizio. Il già citato elettronico (che si fa sentire soprattutto all’inizio) dà un gran bel tocco. Al minuto e 13′ ti sembra sia finita. Per fortuna non è così, e quell’ “under a sky with no stars” finale vale il prezzo del biglietto.
15th of august è potente, bella ritmata, ed è una settimana che continuo a canticchiare la frase “And California is on my mind”. Sarà che inspiegabilmente nel mio iPod la prima canzone si sente molto più bassa rispetto alle altre, ma quando ti dà la botta iniziale rischi l’infarto, e non ti riprendi finchè non finisce.
Summer teenage girl ti conquisa dall’inizio: adoro le canzoni che iniziano in sordina, magari (come in questo caso) solo con la grancassa e poi esplodono. La stessa cosa succede a fine strofa, e quando la canzone sale prima che il cantante dica “suuuuuummeeeeer” la batteria dà due colpetti da pelle d’oca. Una delle mie preferite.
Find out your 60’s è tranquilla, belle le seconde voci ed anche il giro di chitarra. La classica ballata da mettere alla fine di una festa, quando sono le 2 e con la tua ragazza ci puoi ballare anche un lento, scalciando col piede i bicchieroni di plastica vuoti e portandoti in giro i festoni caduti.
Out of order è, per me, un capolavoro. Si veda il discorso della sordina che dicevo più sopra, questa volta molto più accentuato. Si inizia ad apprezzare dopo un pò di ascolti, quando si attende, appunto, la vera e propria esplosione della canzone, quell’ “all this plays quite bitter” che disarma. E’ una delle classiche canzoni che ascolti e riascolti, e non ti stanchi mai, neanche se vuoi. E ogni volta ascolti la prima parte in funzione della seconda, come un interludio bello, necessario, ok, ma che vorresti finisse al più presto, per godertela appieno.
Last revenge of the nerds pure mi piace molto. Testo simpatico, melodia orecchiabile… We need to go back to the nerds, indubbiamente.
Venus ha delle gran belle seconde voci. Il testo mi piace molto, il vero acme della canzone è quel “The place where dreams come true as I see is Venus in your eyes” con un “uhhhhhh” che ci sta come il cacio sui maccheroni, o il formaggio con le pere, come desiderate.
The north side of summer è ottima come inframezzo, ma non è certo una prima donna. Inizia in sordina e ci finisce. Non è la classica canzone rappresentativa da far sentire a qualcuno dicendogli “senti che bravi i Candians!”, ma all’interno dell’album non stona di certo.
per Love story on the moon vale un pò lo stesso discorso, anche se ha certo un pò più di personalità e il ritornello è proprio carino.
Ode to the season …quanto è letteralmente e musicalmente poetico quell’ “How many supernovas up in the space? How many cinderellas walking down from the stairs?” Un’altra delle mie preferite. Non avrà la potenza di “Summer teenage girl”, ma arrivato a “I’m the only one” ti viene proprio da cantare a squarciagola.
Good news fa attendere il decollo, come in “Out of order”. Quando arriva, è tutta un’altra cosa però: sembra più che altro una strofa cantata più forte e pestando di più sulla batteria. E’ quella che mi piace meno, ma d’altronde se mi piacesse anche l’ultima traccia costoro non sarebbero umani.
Posted on ottobre 16th, 2007 di BaroneBirra
Filed under: Varie ed Eventuali
Una recensione con i contro cazzi!
ben fatto dude!
Ma io continuo a preferire i Bullfrog, che ricordano Led Zeppelin, Free e Grandfunk Railroad
I Canadesi ringraziano
ciaociao!
E io che pensavo mi linciaste per aver scaricato l’album dal mulo
Troppo bbuoni….
L’ho scaricato anch’io, per vedere quanto velocemente si scaricava
tranqui. per esperienza ti dico che le amicizie importanti non le perdi, anzi t farà piu’ piacere rivederle magari il weekend dopo una settimana di uni oppure una serata organizzata dopo un’intensa sessione d’esami!!
per il discorso di entrare e trovare amici in classe è cosi’ con anche con l’uni .. vedrai che te ne farai subito di nuove!