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Guardavo or ora le statistiche del mio blog…
Ho scoperto come prima cosa che ci sono dei malati che ci arrivano cercando “dormo a torso nudo” (virgolettato peraltro, chè l’ordine delle parole è fondamentale), “navetta per raggiungere marcia della pace da Verona” (???), “wellbutrin” (che una breve ricerca sul web mi ha svelato essere qualche farmaco tipo doping), “baluba discoteca” (mmah), “significato dei butei” (evidentemente qualche volonteroso che desiderava accostarsi alla cultura scaligera), “torneo pes agosto verona” (và al mare, dico io).
Ed oltre a qualcuno che giustamente, prima di provare, si informa (”rhum e pera effetti”), non sapete la mia gioia nel vedere le (devo dire numerose) stringhe contenenti “Andrea Miglioranzi”, tant’è che cercando su Google il suo nome e cognome il mio blog è il secondo risultato! Secondo capito.
Questo indiscutibilmente significa che posso decidere delle sue sorti, ho in pugno la vita di quest’uomo. Scenario: un importante coordinatore politico nazionale si informa sul conto di questo Andrea Miglioranzi per proporgli qualche importante quanto remunerativo incarico, cerca un pò su Google, e come primo risultato trova il suo blog personale. Lo sfoglia un pò, legge qualcosina qua e là e già decide di lasciare perdere.
Ok ok. Però, metti gli venga lo sfizio di guardarsi pure il secondo risultato….eccolo qua!
Insomma, cari concittadini, mi sento come un Cesare seduto sul suo trono alla fine del combattimento nell’arena, con il pollice ancora orizzontale, pronto a prendere la mia decisione. Le palpebre del combattente caduto, con la spada alla gola, non sbattono, per non perdersi nemmeno un momento di quella che potrebbe essere la sua condanna a morte. Nel suo cervello, immediatamente sotto alla massa di capelli impolverata dalla sabbia, scorrono veloci tutte le immagini della sua vita. Il vincente intanto, un ghigno beffardo sul volto, attende tronfio di placare la sua sete di sangue. Non sarebbe la prima nè l’ultima volta, e d’altronde i sensi di colpa non sono mai stati per lui un freno.
Il pubblico si muove ritmicamente inneggiando alla morte del perdente, gesticola, urla.
Una massa di spettatori sudati, assetati di sangue molto più del prestante guerriero, desidera ardentemente un’esecuzione. In diretta, proprio davanti ai loro occhi. La pena per non aver combattutto degnamente è la perdita della vita.
Le grida “morte! morte! morte!” salgono fino in cielo.
A questo punto, io, che dovrei fare?
Posted on agosto 19th, 2007 di BaroneBirra
Filed under: Varie ed Eventuali
morte! morte! morte!
che domande!
Ah..le gioie di avere un blog…come ti capisco.
tipo ucciderti…oppure boh…