E invece

Credevi…e invece!


Flash of genius

FLASH OF GENIUS

regia: Mark Abraham

voto: 7+

rece: l’inventore dei tergicristalli a intermittenza cui la Ford incula l’idea. Sua moglie è Lorelai di una mamma per amica. A tratti divertente, dura due ore secche ma non stufa praticamente mai. Un po’ di azione in più non avrebbe comunque guastato.

miglior frase: “Bambini, cosa vi dico sempre?” “Chi ha scoreggiato?” “Vabbè a parte quello…”

Baarìa

BAARIA

voto: 6+

regia: Giuseppe Tornatore

rece: lungo e duro. Pieno zeppo di odiati camei senza alcuno scopo utile se non quello di fare/farsi pubblicità (la Bellucci si fa leccare una tetta, Bova si fa una passeggiata in montagna con un taccuino in mano, Faletti ha la parrucca di Moira Orfei).

migiior frase: camurria!

Racconti dell’età dell’oro (Amintiri din epoca de aur)

RACCONTI DELL’ETA’ DELL’ORO (Amintiri din epoca de aur)

voto: 6

regia : Hanno Höfer

rece: bella l’idea, a tratti divertente, nel complesso un po’ lentino, ma è la cifra dei film est-europei a cui non siamo abituati.

miglior frase: “Se prendo fuoco buttami addosso una coperta!” “Quella di lana di cammello va bene?”


Il grande sogno

IL GRANDE SOGNO

regia : Michele Placido

voto: 5

rece: Placido ha rotto i coglioni, Scamarcio ha rotto i coglioni, la Trinca e Argentero un po’ meno ma hanno comunque rotto i coglioni. Invece c’è un terroncello coi baffetti che fa spaccare.

miglior frase: “testa di cazzo!” [colonnello a Scamarcio]

Basta che funzioni (Whatever works)

Siccome quest’anno ho la tessera del cineforum e quindi ogni settimana mi vedrò un film diverso mi sembra anche giusto dare un voto ad ognuno con puntualità e rigore.
Ovviamente sono già in ritardo di due film.
Vabbè.

BASTA CHE FUNZIONI (Whatever works)

regia: Woody Allen

voto: 8 1/2

rece: Woody Allen l’è un vecio (74 anni) e cede alla tentazione di tornare al suo passato umoristico. Boris Yellnikoff praticamente è il suo alter ego, il film fa ridere abuso, lei è quella di Across the universe che è stata anche insieme a Marilyn Manson. Bon.

miglior frase: “ti accendo la tv” “ho visto l’abisso!” “non ti preoccupare metto qualcos’altro”

Manuela Arcuri rilascia un intervista a Chi sulle feste a Palazzo Grazioli

notizia bomba

In anteprima mondiale uno stralcio dell’intervista:

“Erano cene strettamente di lavoro, mai vista cocaina e mai viste troie.
Non mi hanno pagato per rilasciare quest’intervista.
Berlusconi è alto”

Buon sangue non mente

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L’amaca

“Gli intellettuali di sinistra sono ciechi che preferiscono, poichè abituati al servaggio, cambiare padrone piuttosto che assumersi il peso della libertà”. E’ solo uno dei giudizi (generici, violenti e soprattutto senza il beneficio di un solo nome, di un solo esempio) espressi da Sandro Bondi in una incredibile lettera aperta al Corriere. Lo scritto passerebbe quasi inosservato – alla stregua di una purtroppo ordinaria polemica di bassa lega – non fosse che l’autore, come recita la qualifica pubblicata in calce, è “ministro per i Beni e arrività culturali” della nostra Repubblica. Ci si domanda in quale Paese libero, e in quale occasione, un ministro della Cultura si sia espresso in modo così incredibilmente becero e fazioso.
Il bello è che Bondi, nel fluire forsennato di giudizi carichi di odio per “una storiografia cinquantennale fondata su falsità e reticenze”, “architetti della sinistra che hanno costruito orribili edifici al soldo degli speculatori”, “registi di film inconsistenti”, “scrittori di pessimi libri”, tutti ovviamente di sinistra, rivendica per sè e per il suo governo “posizioni liberali e di buon senso”, e la volontà di “liberare la cultura dai condizionamenti del potere”.
Ministro, da intellettuale a intellettuale: ma ci prende per il culo?

Michele Serra
da La Repubblica, 17/09/2009

Facebook exodus

“If I am going to waste my time on the Internet,” she concluded, “it will be playing in online backgammon tournaments.”

The NY Times – Facebook exodus

Adieu!

Ci eravamo quasi dimenticati di questa nostra esilarante rubrica lasciando che il movimento di rivolta che cresce dal basso cadesse inevitabilmente nell’oblìo dell’immenso calderone che è internet?
No.

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